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Commissione Socio-Politica Decanato di Bollate
PER UN PERCORSO EDUCATIVO ALLA CARITÀ POLITICA don Severino Pagani   La dignità della persona umana e il bene comune stanno al di sopra della tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. In ogni nazione gli abitanti sviluppino la dimensione sociale della loro vita configurandosi come cittadini responsabili non come massa trascinata dalle forze dominanti (Papa Francesco, EN218) Il disagio sociale che si avverte nel cuore di molti, anche tra noi, e la confusione delle idee che impedisce ogni serio  progetto, ci conduce direttamente alla necessità di parlare di politica, che è l’arte nobile del bene possibile. Non di tutto il bene, ma del bene possibile a difesa del bene comune.   Se vogliamo riflettere - e dobbiamo farlo - sulla modalità politica che attraversa oggi il nostro Paese, l’Europa e il mondo  intero, è necessario innanzitutto ritrovare un ordine e una disciplina umana del pensiero. Dobbiamo innanzitutto rimettere in ordine le idee, perché il disordine delle idee e dei sentimenti, soprattutto se emotivi e non controllati dalla ragione,  fanno cadere facilmente nei tranelli della disaffezione o della intolleranza.    Il credente cristiano, il quale sa che il mondo è retto ultimamente da una divina provvidenza, metterà a fondamento del  suo pensare e del suo agire la fede. Ora, è proprio la fede che esige di essere declinata nella storia attraverso una retta  ragione, la quale salvaguarda l’autonomia del creato e si impegna a ricercare il bene comune, insieme con tutte le altre  persone, senza distinzione.   I due principi di ragione irrinunciabili, senza i quali è impossibile oggi ogni governo ragionevole del mondo, prima e al di là  di ogni credo religioso, sono: la dignità della persona umana e il rispetto della libertà democratica. L’esperienza della  fede deve contribuire a rendere piena di significato la vita umana e la convivenza tra le persone, ed è proprio per questo  che in nome della fede ci si deve preoccupare anche di una vita politica giusta e verace.  Se un cristiano non si  preoccupasse della vita politica, nella misura della sua vocazione, della sua responsabilità e della sua competenza, fino  al minimo concreto della sua espressione nel voto democratico, ridurrebbe la fede semplicemente ad una misura  intimistica ed emotiva che non corrisponde alla rivelazione del vangelo del Regno, il quale si esprime nel culto spirituale  della carità, anche pubblica (cfr Rom 12).  Il primo inganno nel quale si potrebbe cadere è quello della ideologia. Che cos’è una ideologia? L’ideologia è un  insieme di pensieri che formano una teoria (nel nostro caso potrebbe essere una teoria politica o di partito) la quale non  descrive con verità la realtà, ma la modifica, la racconta in modo parziale, sproporzionata, falsificando e manipolando i  dati al fine di acquistare potere, sfruttando spesso i sentimenti immediati e i luoghi comuni più che una seria analisi della  realtà nella sua completezza e nella sua verità.  Il cristiano  deve innanzitutto interrogarsi se le  forme politiche di oggi nel nostro paese, ed eventualmente le forze di  governo o di opposizione, non siano soggette a visioni ideologiche della realtà. In questo caso vanno smascherate e  contrastate, senza violenza ma con una riflessione approfondita e con creativa responsabilità.  Il secondo inganno nel quale si potrebbe cadere è la cosiddetta forma del populismo. Il populismo è quella forma di  approccio politico che, non curante delle reali e giuste esigenze di tutte le persone, a cui deve essere garantita una  parità di diritti e di doveri, sfrutta i sentimenti primari della gente ai fini del potere. In genere il populismo cavalca  innanzitutto i sentimenti primordiali della insicurezza, della paura, della rabbia; insegue la pretesa di parte della  popolazione a scapito di altri, senza valutare le obiettive difficoltà o la possibilità reale di mantenere le promesse. Il  cristiano deve mirare non al populismo ma alla verità e alla giustizia, anche se gli viene chiesto un maggior sacrificio a  scapito dell’interesse personale o di parte. Spesso nella storia le forme di populismo hanno condotto a forme di  autoritarismo. Oggi nella realtà del nostro Paese, la coscienza cristiana deve interrogarsi circa l’inganno delle ideologie, ma non solo.  Un altro aspetto molto importante è l’attenzione che bisogna avere nel decidere a chi affidare la gestione della cosa  pubblica, nel groviglio della burocrazia e nel controllo delle responsabilità. Chi assume una responsabilità pubblica deve  avere, oltre all’integrità etica del comportamento, almeno due caratteristiche che sono la responsabilità e la  competenza.  Oggi è particolarmente importante che il mondo politico pratichi e promuova il rispetto delle leggi e  mantenga la distinzione dei ruoli. Senza legalità diventa difficile anche promuovere forme strutturate di carità. La teoria  politica moderna ha mostrato come è assolutamente indispensabile affermare la distinzione tra i poteri legislativo,  esecutivo e giudiziario. La confusione o l’usurpazione dei poteri indica una decadenza della democrazia.  Un altro elemento emblematico che merita attenzione in riferimento alla salute della democrazia è l’uso del linguaggio.  Se si vuole vedere il deterioramento di una cultura e di una civiltà, insegnano gli storici, incominciamo ad osservare la  decadenza del linguaggio. Oggi si parla male. La volgarità, l’insulto, il pretesto, la bugia, la mancanza di gentilezza e di  rispetto, nel privato e nei social, sono tutti elementi di un processo storico che favoriscono il dilagare della intolleranza e  della violenza. La considerazione dello sgretolamento e della impotenza della vera  e paziente diplomazia, rendono  volgari anche le figure più alte della rappresentanza pubblica e mostrano inoltre l’inefficacia delle più prestigiose  istituzioni internazionali e mondiali.  Infine, un aspetto su cui vi invito a riflettere è il ruolo che l’economia ha in un paese. Strettamente legati alla economia  sono il lavoro, il consumo, e la finanza. Il mutamento delle classi sociali, la globalizzazione del mercato, la corruzione  dilagante, le dimensioni della natalità, gli interessi mediati attraverso l’industria della guerra e tante altre voci, impongono certamente una nuova domanda sulla capacità che l’economia ha a livello mondiale di essere a servizio dell’umano.   Di fronte a tutte le grandi istanze della convivenza umana, ci saranno ancora dei cristiani capaci di assumere la politica  come una vocazione?   Al  cristiano semplice non è chiesto di risolvere tutto in prima persona, ma gli è certamente chiesto lo sforzo e l’intelligenza  per coltivare un pensiero giusto, che rispetti nel concreto i seguenti principi sopra descritti: la dignità della persona  umana, la libertà democratica, la critica di fronte alle ideologie, la coerenza con l’analisi sociale senza indulgere ad un  facile populismo, e infine una reale e responsabile partecipazione al diritto-dovere di godere di una seria  informazione,  accanto alla responsabilità del  voto. Questi semplici pensieri ci aiutino ad un confronto comune, a cui non siamo molto abituati, perché come cristiani e come  cittadini non ci capiti di vivere una comunione della preghiera senza la comunione della carità, anche della carità  politica. Il cammino è lungo, ma la strada è giusta.
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