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Una guida alla lettura Antonio Spadaro LA CIVILTÀ CATTOLICA Quaderno 4088 pag. 105 - 119 Anno 2020 Volume IV 17 Ottobre 2020 A otto anni dalla sua elezione, papa Francesco scrive una nuova Enciclica, che rappresenta il punto di confluenza di ampia parte del suo magistero (cfr Fratelli tutti, n. 5)[1]. La fratellanza è stata il primo tema al quale Francesco ha fatto riferimento dando inizio al suo Pontificato, quando ha chinato la testa davanti alla gente radunata in piazza San Pietro. Lì ha definito la relazione vescovo-popolo come «cammino di fratellanza» e ha espresso questo desiderio: «Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza»[2]. Il titolo è una citazione diretta dalle Ammonizioni di san Francesco: Fratelli tutti. E indica una fratellanza che si estende non solo agli esseri umani, ma subito anche alla terra, in piena sintonia con l’altra Enciclica del Pontefice, la Laudato si’[3]. Fraternità e amicizia sociale Fratelli tutti declina insieme la fraternità e l’amicizia sociale. Questo è il nucleo centrale del testo e del suo significato. Il realismo che attraversa le pagine stempera ogni vuoto romanticismo, sempre in agguato quando si parla di fratellanza. La fratellanza non è solamente un’emozione o un sentimento o un’idea – per quanto nobile – per Francesco, ma un dato di fatto che poi implica anche l’uscita, l’azione (e la libertà): «Di chi mi faccio fratello?». La fratellanza così intesa capovolge la logica dell’apocalisse oggi imperante; una logica che combatte contro il mondo perché crede che questo sia l’opposto di Dio, cioè idolo, e dunque da distruggere al più presto per accelerare la fine del tempo. Davanti al baratro dell’apocalisse, non ci sono più fratelli: solo apostati o «martiri» in corsa «contro» il tempo. Non siamo militanti o apostati, ma fratelli tutti. La fratellanza non brucia il tempo né acceca gli occhi e gli animi. Invece occupa il tempo, richiede tempo. Quello del litigio e quello della riconciliazione. La fratellanza «perde» tempo. L’apocalisse lo brucia. La fratellanza richiede il tempo della noia. L’odio è pura eccitazione. La fratellanza è ciò che consente agli eguali di essere persone diverse. L’odio elimina il diverso. La fratellanza salva il tempo della politica, della mediazione, dell’incontro, della costruzione della società civile, della cura. Il fondamentalismo lo annulla in un videogame. leggi tutto >>>
una guida alla lettura Aggiornamenti Sociali primo piano 18 giugno 2015 Un'Enciclica sull'ambiente e, ancora più in profondità, sul senso dell'esistenza e sui valori alla base della vita sociale. Si può definire così, in estrema sintesi, la seconda, attesissima Enciclica di papa Francesco, Laudato si'. Il documento prende il nome dalla nota invocazione di san Francesco d'Assisi, che nel Cantico delle creature ricorda che la terra, la nostra casa comune, «è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia» (1). Questa terra, maltrattata e saccheggiata, oggi si lamenta; con essa, tanti dei suoi abitanti. Papa Francesco invita ad ascoltarli, sollecitando tutti e ciascuno a una «conversione ecologica», secondo l’espressione di san Giovanni Paolo II, cioè a «cambiare rotta», assumendo la bellezza e la responsabilità di un impegno per la «cura della casa comune». Nel testo ci sono denunce molto dure, contro gli egoismi e la miopia alla base di una certa concezione dello sviluppo e contro i danni che ne derivano per l'essere umano e per l'ambiente, ma lo sguardo del Pontefice sembra illuminato anzitutto dalla speranza. «L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune» (13); «l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente» (58); «non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi» (205). Un altro tratto distintivo dell'Enciclica è certamente la costante attenzione a entrare in dialogo con tutti, non solo con i fedeli cattolici. Il dialogo percorre tutto il testo, e nel capitolo 5 diventa lo strumento per affrontare e risolvere i problemi. Tanto che, in non pochi passaggi, il Papa assume esplicitamente il contributo sui temi ambientali offerto da cristiani non cattolici (in particolare il Patriarca ecumenico Bartolomeo I), da altre religioni e da scienziati, filosofi e associazioni che hanno «arricchito il pensiero della Chiesa su tali questioni» (7). L’itinerario dell’Enciclica è tracciato nel n. 15 e si snoda in sei capitoli, di cui di seguito offriamo una sintesi. A dare unitarietà al tutto sono alcuni assi tematici che percorrono il documento papale, affrontati da una varietà di prospettive diverse: «l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita» (16) leggi tutto >>>