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Commissione Socio-Politica Decanato di Bollate
PER UN PERCORSO EDUCATIVO ALLA CARITÀ POLITICA don Severino Pagani   La dignità della persona umana e il bene comune stanno al di sopra della tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. In ogni nazione gli abitanti sviluppino la dimensione sociale della loro vita configurandosi come cittadini responsabili non come massa trascinata dalle forze dominanti (Papa Francesco, EN218) Il disagio sociale che si avverte nel cuore di molti, anche tra noi, e la confusione delle idee che impedisce ogni serio  progetto, ci conduce direttamente alla necessità di parlare di politica, che è l’arte nobile del bene possibile. Non di tutto il bene, ma del bene possibile a difesa del bene comune.   Se vogliamo riflettere - e dobbiamo farlo - sulla modalità politica che attraversa oggi il nostro Paese, l’Europa e il mondo  intero, è necessario innanzitutto ritrovare un ordine e una disciplina umana del pensiero. Dobbiamo innanzitutto rimettere  in ordine le idee, perché il disordine delle idee e dei sentimenti, soprattutto se emotivi e non controllati dalla ragione, fanno  cadere facilmente nei tranelli della disaffezione o della intolleranza.    Il credente cristiano, il quale sa che il mondo è retto ultimamente da una divina provvidenza, metterà a fondamento del  suo pensare e del suo agire la fede. Ora, è proprio la fede che esige di essere declinata nella storia attraverso una retta  ragione, la quale salvaguarda l’autonomia del creato e si impegna a ricercare il bene comune, insieme con tutte le altre  persone, senza distinzione.   leggi tutto >>>
Le sfide del lavoro  Veglia di preghiera con Mons. Franco  Agnesi, Vicario Generale Lunedì 29 aprile 2019, ore 21.00 Cascina Triulzia ( ex area Expo Milano) La Veglia per il Lavoro fu istituita dal cardinale Carlo Maria  Martini quale significativo momento di preghiera in vista del  1° maggio. I cristiani non solo partecipano ai vari cortei che  solitamente vengono organizzati il giorno della Festa del  Lavoro, ma pregano anche per ogni uomo e ogni donna,  affinché attraverso un’occupazione dignitosa possano  vivere bene la loro esistenza.  «Autorizzati a pensare» significa anche avere il coraggio di  riflettere sul lavoro nel nostro tempo. È il primo passo per  immaginare strade alternative per affrontare una stagione  di grandi mutamenti.  Qualcuno potrebbe interrogarsi sul senso di continuare a  proporre momenti di riflessione e preghiera sul lavoro. La  domanda è lecita, ma chi è onesto intellettualmente  riconoscerà che pregare e riflettere sul lavoro sono delle  priorità.  Non è un tema “facile” e soprattutto lo facciamo in  un’epoca ancora piena d’incertezze sul futuro. Si parla di  un’Italia che non cresce e dove i giovani continuano a  vivere un grosso tempo di precariato. Non solo l’incertezza tocca l’accesso al lavoro, ma anche l’uscita dal  ciclo lavorativo e il cambiamento demografico pongono non pochi interrogativi sulla tenuta nel nostro  sistema previdenziale. L’atteggiamento dei cristiani è duplice: da un lato provano a immaginare nuove vie  per aumentare l’occupazione e permettere a ogni persona di avere un lavoro che dia dignità. Come già affermava San Giovanni Paolo II, ogni uomo ha una vocazione al lavoro. Ma il secondo  atteggiamento è quello delle braccia alzate al Padre in preghiera per invocare con fede il Dio della storia  affinché porti luce alle menti degli uomini. Preghiamo il Dio di Gesù Cristo col desiderio che tocchi il cuore di  ogni persona e mostri la forza delle condivisione delle risorse. Chiediamo che l’egoismo che sta alla radice  della massimizzazione dei profitti lasci spazio alla cultura solidarietà e alla sussidiarietà.   
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